Discorso Campagna elettorale elezioni comunali 6/7 giugno 2009

Concittadini, oggi sono qui di fronte a voi e con umiltà mi candido  nella lista n. 3 all’incarico di amministratore e vi sarò grato per la fiducia che, se vorrete, mi accorderete concedendomi il vostro voto.

Sono tanti i Calasettani che abbiamo avuto come amministratori ed in tutti questi anni Calasetta ha proseguito la propria vita non senza difficoltà a causa di vari e numerosi problemi, cercando di rimanere fedele agli ideali dei nostri avi fondatori, e lo dimostra proprio la scelta che facciamo ogni giorno di  vivere ancora qui.

I principali problemi riguardano la nostra economia che è stata duramente colpita, rendendola realmente debole, in conseguenza dell’avidità e dell’irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo per non aver compiuto scelte dure e difficili. Alcuni hanno perduto la propria dimora, altri il posto di lavoro, altri ancora hanno dovuto chiudere il proprio esercizio, ed ogni giorno che passa si aggiunge un’ulteriore prova del fatto che i modi in cui viene vissuto ed utilizzato il nostro ambiente tendono a rafforzare questi problemi minacciando con insistenza il futuro del paese.

Questi fenomeni, questi elementi, indicatori di crisi, hanno contribuito a rendere profondamente distante il rapporto di fiducia tra amministratori ed amministrati al punto da inaridirlo; come risultato a oggi  si avverte nell’aria una fastidiosa sensazione di paura che il declino di Calasetta  sia inevitabile, e che la prossima generazione debba ridurre le proprie mire di vita quì.

Oggi vi dico che le sfide che andremo ad affrontare sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno vinte facilmente o in un breve lasso di tempo. Ma sappi questo, Calasetta: saranno vinte. Ecco perché ci proponiamo a voi proprio perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l’unità sulla discordia originata dall’invidia e dalla gelosia e per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse e delle recriminazioni e discriminazioni, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra comunità.

Rimaniamo una comunità giovane con due secoli di storia alle spalle ed è finalmente giunto il tempo di riportare a nuovo quel prezioso spirito, quella nobile idea, passata di generazione in generazione: la promessa mandata dal cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi, e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità.

Con questo voglio dire che è arrivato il momento di riaffermare la grandezza della nostra Calasetta! ma capiamo tutti che la grandezza non va mai data per scontata. Bisogna guadagnarsela. Ed ecco perché il nostro viaggio non sarà fatto di scorciatoie che sono il sentiero per i deboli in cerca di ricchezze e celebrità; sarà  invece il percorso di chi corre rischi, di chi agisce, di chi produce, di chi fatica poiché solo attraverso la fatica si può arrivare in cima al campanile ad ammirare con soddisfazione, dopo un percorso lungo e duro, la prosperità e la libertà.

Circa duecento anni fa un gruppo di donne e uomini ha messo in valigia le poche cose che possedeva ed ha scelto di attraversare il mare alla ricerca di una nuova vita.

Queste persone, che sono i fondatori di Calasetta, hanno faticato per colonizzare questa terra tollerando il morso della fame, arando il duro terreno e affrontando il mare.

Per noi questi uomini e queste donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato fino ad avere le mani insanguinate, perché potessimo avere un futuro migliore. Vedevano Calasetta come più grande della somma di ogni individuale ambizione, più grande di tutte le differenze di nascita o posizione sociale o status economico o religione.

Questo è il viaggio che noi intendiamo continuare oggi. Rimaniamo uno dei paesi più belli della Sardegna e con il margine di miglioramento più elevato in valore assoluto in tutti quanti i settori. Le nostre capacità sono rimaste intatte,  non siamo meno produttivi di quando la crisi è cominciata e le nostre menti non si sono incancrenite. Ma il tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro per ricostruire Cala di seta.

Ovunque guardiamo c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per rivalutare lavori a oggi caduti nel dimenticatoio ma per gettare le fondamenta della crescita. Possiamo farlo. E lo faremo.

Alcuni mettono in dubbio l’ampiezza di tali ambizioni ma io dico a queste persone che hanno la memoria corta perché hanno dimenticato quanto questo paese ha già fatto ed ignorano quanto uomini e donne libere possono ottenere quando ci si unisce in uno scopo comune.

Questi signori non riescono a capire che il terreno si è mosso sotto i loro piedi, che i diverbi politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non hanno più senso di esistere. La domanda che ci dovremo porre oggi non è se la futura amministrazione sia troppo vecchia o troppo giovane, ma se funzionerà: se aiuterà le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, se aiuterà i nostri vecchi ad avere pensioni che possano realmente offrire la dignità di sentirsi parte di una comunità di cui si ha cura; senza privilegi. E quelli di noi che gestiscono i soldi pubblici saranno chiamati a renderne conto: a spendere saggiamente, a riformare le cattive abitudini, e fare il loro lavoro alla luce del sole, perché solo allora potremo restaurare la fiducia fra chi amministra e chi viene amministrato.

Noi abbiamo il dovere di custodire il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e dalle nostri madri e per farlo dobbiamo essere guidati ancora una volta da principi eticamente e moralmente sani poiché solo in questo modo possiamo affrontare le vecchie e nuove minacce; e poiché questo richiederà sforzi ancora maggiori, ancora maggiore dovrà essere la cooperazione e la reciproca comprensione fra tutti noi. Tutti Insieme: vecchi amici, ex nemici, dovremo lavorare senza sosta per allontanare lo spettro della crisi che incalza.

Siamo un Paese di cristiani, di credenti e non, praticanti e non, provenienti da zone geografiche differenti ma siamo riusciti comunque a creare questa comunità con le sue peculiarità nel modo di vivere a partire dal modo di comunicare con il nostro dialetto a quello di mangiare le nostre pietanze, di lavorare la vite e di prendere e dare al mare.

A noi stessi e per noi stessi dobbiamo dimostrare di voler cercare una nuova via di progresso, basato sull’interesse comune e sul reciproco rispetto, ed a coloro che cercheranno di seminare la discordia dobbiamo dire che un uomo si giudica in base a ciò che è stato in grado di costruire, non di distruggere. Ed a coloro che si aggrappano al potere con l’inganno dobbiamo dire: siete dalla parte sbagliata della Storia!!

Abbiamo scelto un nome importante per la nostra lista “impegno civico” ed ecco cosa significa:  volerci impegnare civicamente insieme a voi per far rendere le vostre campagne, le vostre barche, le vostre mani, le vostre fatiche quotidiane e dare un senso ai vostri sacrifici.

Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affronteremo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo – il lavoro duro e l’onestà, il coraggio, la tolleranza, la lealtà, l’attaccamento al proprio paese- queste cose sono antiche. Queste cose sono vere. E Quello che serve è un ritorno a queste verità. Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità – un riconoscimento, da parte di ogni calasettano, che abbiamo doveri verso noi stessi, verso Calasetta, doveri che non accettiamo a malincuore ma piuttosto afferriamo con gioia, convinti che non c’è nulla di più soddisfacente che dare tutto a un compito difficile.

Questa è la vera promessa a voi cittadini di Calasetta.

Così che i nostri giovani, i nostri figli, ed i nostri nipoti, possano dire che quando siamo stati messi alla prova non ci siamo tirati indietro e abbiamo portato avanti quel grande dono ricevuto dai nostri avi, e lo abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.

 

 

Andrea Busonera candidato consigliere comunale – lista n. 3 “impegno civico” – 6/7 giugno 2009

Discorso Campagna elettorale elezioni comunali 6/7 giugno 2009ultima modifica: 2009-06-03T10:50:25+02:00da calasettapost
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